Giuseppe e Josefa

Da Volo Sportivo l’editoriale di Rodolfo Biancorosso

http://www.volosportivo.com/2013/07/17/giuseppe-e-josefa/

Due nomi che hanno lo stesso etimo, e che descrivono due persone e due situazioni agli antipodi:

Giuseppe Leoni, ex senatore della lega Nord, nella vita architetto. Mediaticamente conosciuto per la cravatta a farfallino e per la devastante intervista con fuga inseguito da “Le Iene” di Italia Uno. Ma anche ex commissario straordinario dell’Aero Club d’Italia, poi ex presidente, poi ancora più volte ex commissario straordinario, anche con un rinnovo “ad personam” inserito addirittura nella “Spending Review”, oggi eletto di nuovo presidente.

Josefa Idem, senatrice del PD, nella vita campionessa olimpica. Mediaticamente conosciuta per le 8 Olimpiadi e le 38 medaglie vinte in carriera tra Europei, Mondiali e Olimpiadi. Ma anche ex Ministro per le Pari Opportunità nel governo Letta, oggi ritirata in dignitoso silenzio.

Perché questo accostamento? Mi è venuto spontaneo quando lo scorso 6 Luglio, come tutto sommato era prevedibile, l’Assemblea dei Presidenti degli Aero Club Federati ha nuovamente eletto Giuseppe Leoni alla carica di Presidente dell’Aero Club d’Italia. Esito in gran parte scontato vista la singolare anomalia che caratterizza la gestione attuale dell’AeCI: struttura fondata proprio sugli Aero Club federati che sino ad alcuni anni fa si erano occupati, con sempre maggiore fatica, di aviazione generale e di un po’ di attività sportiva internazionale, principalmente nel campo del paracadutismo e del volo a vela. Poi la legge 106, dirompente, che a fine anni ’80 inserisce la spina del VDS, libero e con motore, nel fianco dell’Aero Club d’Italia. A quei quattro pazzi che volavano con i deltaplani e con i primi accrocchi a motore nessuno ha dato troppa importanza, anzi, erano una potenziale fonte di entrata per l’ente. Oggi però l’aria è cambiata, succede che l’aviazione generale e gli aero club sono “morti”, sommersi dai debiti e soprattutto dalla crisi epocale dell’aviazione generale, mentre il VDS, specie quello con il motore, è la nuova aviazione popolare con migliaia di macchine e piloti, e pretende, a buon diritto visto i soldi che versa in AeCI, di avere voce nell’ente. Leoni quella voce ha provato a tacitarla, con uno Statuto “bulgaro” e autocratico che per tre volte è stato rispedito al mittente e che alla fine è stato approvato con alcune anomalie, quali la mancanza del parere dei ministeri vigilanti. Oggi in quello Statuto alcuni vedono tali e tante storture che senza dubbio si stanno preparando ricorsi e richieste di revisione, ma non è questo il punto. Se i presidenti degli Aero Club hanno eletto Leoni a stragrande maggioranza è perché in quella figura e in quei comportamenti si identificano, o semplicemente perché a loro va bene, o non gli va bene ma lo accettano. Accettano quindi che la stessa persona che da Commissario Straordinario ha calpestato lo Statuto in vigore, ha disposto dei fondi pubblici in maniera tale da essere citato dalla Corte dei Conti per danno erariale (per ora per 19.000 euro che dovrà rimborsare ad AeCI di tasca sua, ma ne stanno arrivando altri 100.000 per la storia pazzesca dei contributi versati alla FAI per centinaia di migliaia di atleti italiani inesistenti), sia nuovamente alla guida dello stesso ente al quale ha causato il danno erariale. A loro va bene, evidentemente.

Ma al governo Letta non può andare bene. Lo dico con sicurezza, lo dico perché per un qualcosa di infinitamente minore, una faccenda di IMU e prima casa da 3.000 euro in tutto, immediatamente sanata, la Ministro delle Pari Opportunità Josefa Idem, nonostante una vita specchiata ed esemplare, è stata convinta personalmente dal Presidente del Consiglio Letta a dimettersi, un gesto eclatante che ha avuto risonanza mondiale. Per una questione non di soldi, ma di principio. Perché questo governo che si è formato in un momento di difficoltà epocale per l’economia e per la stessa vita democratica del Paese, alla pulizia e alla legalità ci tiene: non vuole neanche ombre minime e per farlo ha addirittura sacrificato un Ministro della Repubblica. La Presidenza del Consiglio dei Ministri, la stessa che ha rinunciato alla “Josefa”, dovrebbe ora ratificare la nomina di “Giuseppe” alla guida dello stesso Ente al quale ha causato un danno erariale. E non lo diciamo noi giornalisti, lo dice in un atto di citazione il Vice Procuratore Generale, Dr. Lucio Alberti, che ha firmato l’atto di citazione della Corte dei Conti. Se il metro di giudizio è lo stesso io vi dico che questa nomina non sarà ratificata. Auguri, quindi, al prossimo Commissario Straordinario dell’Aero Club d’Italia e auguri al volo e ai piloti italiani: meritano di meglio.

Rodolfo Biancorosso

 

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