LA MUMMIA da Volare di luglio 2013

Giovedì 30 maggio, nella sala riunioni del museo archeologico dell’aviazione, un tempo Aero Club d’Italia, è stata esposta la mummia dell’ex Giuseppe Leoni. Una processione di costruttori e tecnici incuriositi dal reperto ha sfilato davanti al plurimamente ex presidente AeCI, plurimamente ex commissario, ex senatore della Lega (ex partito), nonché ex intoccabile membro del Cerchio Magico, ex architetto. Al quinto ex – facendo un calcolo tipo gli assi delle due guerre, ma a rovescio – si è salma: e se il plurimamente ex rimane lì, mummia. All’improvviso, però, non appena tutti i convitati sono entrati, la mummia si è rianimata, generando sconcerto e anche spavento.

Il momento di studio e raccoglimento si è tramutato in una orrenda epifania, districarsi dalla quale temiamo sarà difficile per tutti. Leoni, il non morto dell’aviazione generale, si è ricandidato alla presidenza dell’AeCI. Con tanto di ennesimo Statuto, il quale pure lui ha una storia un filo misteriosa: un anno fa il Consiglio di Stato l’aveva bocciato, con la raccomandazione di farlo passare di nuovo per le commissioni Trasporti di Camera e Senato. Oggi ce lo ritroviamo inspiegabilmente approvato, non modificato, dal medesimo organismo; né di quei passaggi istituzionali abbiamo più trovato traccia.

Dunque, sebbene impagliato, Leoni, tanto per non perdere il vizio della frusta, aveva emanato la convocazione del 30 maggio evocando una “riunione tecnica”, durante la quale ha gettato scompiglio fra i costruttori di aerei, con la sua confusa ossessione per i pesi: il succo di quanto è successo potete leggerlo girando pagina.

Leoni si è presentato in via Cesare Beccaria 35 a cavalcioni della sua Vespa rossa, la ricordate, la Vespa che un anno fa ha usato per scappare dalle Iene che lo rincorrevano dopo che ne avevano scoperchiato gli altarini: spese legali proprie fatte pagare a noi, gestione pasticciata della cosa pubblica… Allora ne venne fuori un bel pieno: la Corte dei Conti ha disposto la citazione a giudizio per danno erariale, e da quest’atto potrebbe scaturire anche un’indagine penale.

Ma voi, che andrete a votare, di ciò ricordate qualche cosa? E qualcuno ricorda la penosa scenetta, sempre ripresa dalle Iene, con Leoni e l’avvocato Andrea Corte al ristorante? E la sua determinazione nel far passare uno Statuto AeCI vessatorio e pseudoimperiale, illegale nella sostanza? E quanti serbano memoria della confusione che ha regnato stabilmente per undici anni e quattro mandati, due da presidente e due da commissario, di cui l’ultimo addirittura elargito “faidate”, grazie alla distrazione del governo Monti?

Quando la mummia di Leoni è sulla Vespa rossa vuol dire che è pronta tanto a incombere quanto a dileguarsi, e ciò qualche speranza che Anubi lo morsichi e se lo porti nell’ade della rottamazione ce la darebbe pure. Ma i piloti, come è noto, sono una famiglia assai superstiziosa, e gli italiani hanno la memoria corta corta; comunque, più in generale, tutti hanno paura degli zombi. Per questo temiamo che l’anziano ectoplasma possa riguadagnare lo scranno. Lo sfidante, infatti, Mario Marinelli, pare faticare non poco, anche accettando di lasciarsi dare dei pizzicotti, a far capire che è lui quello in carne e ossa, l’unico in lizza perlomeno. Ma noi non vorremmo che a qualcuno venisse la tentazione di considerare la mummia una specie di male minore (anche perché non si sa rispetto a che cosa); o che, per tener quieti gli spiriti negativi che aleggiano sugli aeroplani in questi mesi, venisse ritenuto opportuno omaggiare all’antica le entità moleste, con frutta, pezzi di pecora e, in questo caso, voti.

Sta di fatto che di lasciarci vivere senza tirarci le lenzuola e far suonare catene nella notte, Leoni non ne vuol sapere, e alla vista di un nostro giornalista (molto indesiderato) presente alla riunione tecnica, ha reagito dichiarando pubblicamente: tanto voi (cioè noi) per la fine dell’anno sarete già morti, chiusi. Ovviamente, ciò non accadrà, siamo e rimarremo qui, se volete acciaccati dalla crisi, ma vivi e vivaci.

Come gli sia uscito quest’oroscopo è facilmente comprensibile con un esercizio di psicologia basica. Se uno è assuefatto ma non adatto a esercitare il potere, quando esso svanisce egli viene rapito da una subitanea, bruciante urgenza di perpetuarlo, un desiderio di eternità. Quest’impulso passa attraverso due fasi: dapprima l’anelito si modifica in certezza di poter far tornare indietro il tempo e riprendersi ciò che il tempo, fatalmente, ha tolto (leggi: delirio di onnipotenza. Giudicate voi se non lo sia chiamare gli aerei del rinnovo flotta coi nomi dei suoi padrini della Lega, I-UMBE, I-CALD, eccetera: è finanziamento pubblico ai partiti…).

In seconda istanza, dicevo, al soggetto colpito viene la tentazione di portare con sé ciò che più ama, come facevano per l’appunto gli egizi, fino al cospetto di Osiride, anche se gli oggetti di tanto amore non sono d’accordo. Nel caso dell’ex faraone Leoni, l’aviazione italiana e, il capriccio più recente, noi di Volare. Vanitas vanitatum.

Giuseppe Braga

Direttore Responsabile Volare – Aviation monthly

via Gianni Mazzocchi, 1/3

20089 Rozzano (Milano)

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