2002-2013 i peggiori anni dell’ Aero Club d’Italia

Tutto inizia nel lontano 23 marzo 1995 quando un deputato della repubblica italiana è firmatario di una Proposta di Legge, la C2280, “Scioglimento dell’Aero Club d’Italia”, la relazione di presentazione della proposta elenca tutto ciò che l’AeCI doveva svolgere ma non svolgeva, si può affermare che la relazione sia del tutto attuale.

All’inizio dell’anno 2002 viene nominato Commissario dell’Aero Club d’Italia un’architetto pilota, un padre fondatore del partito i cui ideali sono; l’indipendenza, l’autonomia, il federalismo, la lotta alla burocrazia, la semplificazione, la trasparenza, il governo del popolo, ispirato dai sacri principi cristiani cattolici il cui motto è “ROMA LADRONA”. Il compito è di riscrivere lo statuto dell’ACI per adeguarlo alle nuove leggi che regolano l’associazionismo, ma le aspettative del mondo del volo vanno oltre, una struttura moderna ispirata alle nazioni dove si vola molto più che in Italia e che hanno come comune denominatore l’autonomia delle specialità.

Nel 2003 commissaria l’Aero Club di Lugo e con una serie di falsità, poi dimostrate in tribunale gli porta via i 5 elicotteri. Lugo poi si riprenderà con i propri mezzi ed i cinque elicotteri vengono cannibalizzati e ridotti a rottame.

Sempre nel 2003 commissaria L’Aquila che purtroppo ha sorte peggiore.

Nel 2005 l’architetto viene eletto presidente con i voti di chi credeva e crede nell’autonomia delle specialità, un ente al servizio del mondo del volo, ma malgrado i proclami “ svolta epocale” , “ la casa di vetro”, “la casa di tutti” si scivola lentamente verso i soliti vecchi riti dell’AeCI, in particolare con la nomina da parte del presidente della “Segretaria Particolare” e la elezione a senatore del presidente (fare il presidente AeCI gratuitamente costa) si ritorna al Regio Aero Club d’Italia, perché da quel giorno si crea all’interno dell’ente e all’esterno un clima di guerra civile, amici e nemici, traditori e sostenitori. Poi ci sono i costosi consigli federali erranti, con segretarie al seguito , (parevano dei fine settimana per vacanzieri), con lo scopo di conoscere i e risolvere i problemi degli AeC, risultato molte promesse zero fatti.

Nel 2009 il senatore viene rieletto presidente ma i consiglieri eletti non sono di suo gradimento (va ricordato l’impegno, prima e durante l’assemblea, della Segretaria Particolare nel voler fare eleggere candidati compiacenti), ne consegue un anno di governo con un consiglio decaduto, con editti e proclami contro tutto e tutti, riesce, perché senatore nel dicembre 2010 ad essere rinominato commissario dell’AeCI e decide di riscrivere lo statuto dell’AeCI.

Il 4 giugno 2013 l’architetto vince la sua battaglia, entra in vigore il nuovo statuto, statuto che il nostro si è cucito su misura sua e della sartina che lo ha aiutato, infatti accentra tutti i poteri sul Presidente e sui dirigenti e funzionari dell’AeCI con costi che non sono uno scherzo di questi tempi e totale mancanza di democrazia e rappresentatività delle specialità aeronautiche.

Senza entrare nel merito delle singole vicende di questi anni si può affermare che:

– Il Commissario Presidente Commissario, non ha un suo progetto per il mondo del volo italiano,visto

che è partito dallo scioglimento dell’AeCI, passando dalle federazioni e gli AeC mono specialità ed è arrivato ad un AeCI il cui interesse primario è governare il mondo del volo con l’imposizione e l’arroganza di un ente pubblico che mette al centro solo i doveri e non i diritti di chi vola.

– Ha utilizzato la sua carica di senatore solo ed esclusivamente per rimanere a capo dell’AeCI, vedi nomina a Commissario, non ha mai presentato progetti di legge importanti per il mondo del volo,

un esempio la Francia, ai ragazzini di 13 anni viene rilasciato il BIA (brevetto di iniziazione aeronautica) possono volare con un istruttore di fianco, a 15 anni viene rilasciato il BB (brevetto base) possono volare per un raggio di 30 km dal campo da soli, questo serve al mondo del volo, non un videoproiettore o un computer.

– Ha dimostrato di non rispettare l’assemblea ne il consiglio e di voler decidere in piena autonomia o illuminato da chi porta avanti le sue ambizioni di carriera ed è disposto/a a tutto pur di arrivare.

Oggi c’è la necessità di voltar pagina, una persona che ha governato 11 anni l’AeCI (7anni da commissario) portando solo divisioni e nessuna novità deve lasciare il posto a chi ha voglia di provarci, con l’umilta’ di ascoltare tutti (non solo i laureati) e guardare a quelle nazioni dove si vola molto più che da noi.

VOLARE E’ LIBERTA’

Info newaeci
appassionati di volo

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