Bresso, si volta pagina?

Non capita spesso che la stampa, tanto più se generalista, si occupi di aeroclub: in fondo – è il pensiero dell’uomo comune – si tratta di associazioni che riuniscono pochi ricchi a godersi i loro costosi giocattoli. Nessun rilevante interesse economico in ballo, gente presumibilmente tranquilla, pochi spunti.

Dalla scorsa primavera in poi, però, le vicende del più importante aeroclub italiano, quello di Bresso, hanno ripetutamente occupato le pagine dei quotidiani, i servizi dei tg regionali e nazionali oltre a essere, naturalmente, raccontate e analizzate qui su VFRMagazine e su Volare. L’articolo più recente è apparso ieri, 13 settembre, su Corriere.it e parla di vandalismo, ultima deriva di questa storia lunga e intricata, fatta di mormorii prima, di pugni sbattuti sul tavolo poi e, da ultimo, di aerei sabotati nella notte.

Un storia intricata fatta di mormorii prima, pugni sbattuti sul tavolo poi e, da ultimo, aerei sabotati nella notteUna storia divenuta di dominio pubblico lo scorso giugno in concomitanza con l’arrivo del Papa per il Family Day, evento che ha tenuto chiuso l’aeroporto per settantadue giorni, suggerendo a molti soci di non rinnovare la tessera. Proprio in quei giorni il club si è spaccato definitivamente in due fazioni: da una parte il presidente Mario Battistello e l’influente avvocato Andrea Corte (membro del cda Enac e amico/legale del senatore Giuseppe Leoni, leghista della vecchia guardia), dall’altra un’ampia frangia di soci che chiedevano conto di scelte sbagliate (in particolare quella di aver messo l’aeroporto a disposizione del comitato Family senza pretendere un indennizzo economico) e di una gestione che ha portato il club sull’orlo del fallimento, tanto da indurre alla vendita di buona parte della flotta per tappare i buchi di bilancio. Lo sdegno prese corpo insieme al sospetto che fosse in atto una macchinazione per togliere di mezzo l’AeC Milano e rimpiazzarlo con una società privata. Accusa che Corte, nel frattempo nominato Commissario Straordinario da Leoni, rigettò dalle colonne del Corriere della Sera il 19 giugno, spiegando che, quello paventato dai soci, sarebbe stato un piano economicamente assurdo e controproducente.

Il 12 luglio il TAR del Lazio ha accolto il ricorso di una cinquantina di soci, dichiarando illegittimo il commissariamento disposto da Leoni: Corte quindi decadde e teatralmente dichiarò l’intenzione di “aspettare sulla riva del fiume”.

Sempre in luglio venne alla ribalta la faccenda dei finanziamenti europei per progetti di mobilità locale e parve che VertiPass, l’ambiziosa “rete aerea” di elicotteri e convertiplani ideata da AgustaWestland e ben vista da Regione Lombardia in ottica Expo 2015, stesse accelerando il suo cammino. “A questo punto – pensarono (e continuano a pensare) in molti – è finalmente chiaro a cosa serva Bresso e perché interessi così tanto”. L’aeroporto a nord di Milano sarebbe fondamentale per VertiPass, in particolare per il rimessaggio e la manutenzione dei velivoli. Solo ipotesi, naturalmente, ma a confortarle arriva la vicenda del Migliaro, il piccolo aeroporto di Cremona che proprio di recente ha rischiato di passare di mano in maniera rocambolesca. Ecco com’è andata: la Provincia di Cremona, proprietaria del sedime, ha deciso alcuni mesi fa di rivedere al rialzo il canone d’affitto (da 18.000 a 69.000 euro l’anno), mettendo in seria difficoltà l’aeroclub locale. È stato così emesso un bando di gara pubblica e, a farsi avanti per rilevare la gestione del Migliaro, è stata una Srl di recente costituzione, la IFA (Italian Flight Academy), i cui soci sono uomini notoriamente legati ad Andrea Corte. A causa di un vizio di forma, la gara pubblica ha avuto esito nullo, ma ne è stata immediatamente lanciata un’altra, con scadenza a metà agosto. Pare che Rinaldo Gaspari, presidente di AOPA, abbia organizzato un incontro tra le parti interessate e che il presidente dell’aeroclub Angelo Castagna abbia assicurato alla IFA (rappresentata dalla dottoressa Silvia Palmieri, Accountable Manager dell’Aero Club Milano) che, nel caso in cui il club avesse mantenuto la gestione del Migliaro, sarebbe stato disponibile ad affittare alla società i locali e i servizi necessari alla scuola. Dopo quell’incontro, della IFA a Cremona non si è più saputo nulla e la gestione è rimasta all’aeroclub. Un finale meno strano di quel che sembra – ci spiegano a Milano – perché è evidente che il vero interesse della IFA prescindeva dalla scuola, consistendo invece nella gestione dell’aeroporto in funzione di VertiPass. Supposizioni, naturalmente. Del resto questa storia, come quasi tutte quelle intricate che riguardano soldi e finanziamenti, è scivolosa e piena di realtà possibili. Certo il quadro che ne emerge, “unendo i puntini” come si fa con la matita sulla settimana enigmistica, è tutt’altro che edificante.

Mentre, tra luglio e agosto, a Cremona ci si occupava di gare pubbliche, a Bresso qualcuno agiva nella privatissima ombra degli hangar vandalizzando aeroplani: il primo, di proprietà di un socio inviso all’ex commissario, ha subito a fine luglio il tentativo di scassinamento di una serratura e altri danni marginali; la strumentazione del secondo, appartenente a un socio della fazione opposta, è stata di recente presa a martellate. Vetri e antenne sono stati rotti. Episodi che hanno esacerbato la tensione e portato a un feroce rimpallo di accuse, seguito da immancabili denunce per diffamazione. Un clima fetido che si ripercuote anche nella gestione della scuola di volo: i sospetti riguardo agli atti vandalici hanno coinvolto gli istruttori che, tutti tranne due, sono stati “messi a terra” senza provvedimento scritto. Mobbizzati, dice qualcuno. Lo stesso qualcuno che si attende dall’ENAC, con fatalismo, qualche provvedimento eccezionale dell’ultimo minuto, un colpo di teatro che ritardi o annulli le elezioni previste proprio per questa sera. Intanto, come antipasto, ieri a Bresso è arrivato un NOTAMNOTAM è l’acronimo della dicitura inglese “NOtice To AirMen” e viene utilizzato dai piloti di aeromobili o elicotteri per essere aggiornati sulle ultime informazioni disponibili di un determinato aeroporto, sulla efficienza dei radioaiuti alla navigazione e su tutto quanto possa riguardare un volo, affinché possa considerarsi effettuato in sicurezza e speditezza. che comunica la “chiusura per lavori” dell’aeroporto nella giornata del 14 settembre. “Un chiaro messaggio d’intimidazione che arriva da qualcuno di potente”, commentano i soci appartenenti al gruppo Il Volo della Fenice, quello dei cosiddetti ribelli. “Curioso, l’aeroporto si ferma proprio il giorno delle elezioni: è come dire ‘se le cose non vanno come voglio io, posso sempre far chiudere’”.

Ora non resta che vedere chi vincerà: dalla parte degli indignati, il candidato presidente sarà certamente l’avvocato Paolo Franzo, da quella opposta difficilmente si schiererà Corte in prima persona. I ben informati scommettono sul nome di Rinaldo Gaspari (il presidente di AOPA citato qualche riga più su).

Comunque vada, la speranza è che queste elezioni mettano la parola fine a un dissidio che in pochi mesi, incredibilmente, è sfociato in violenza non solo verbale. Una brutta pagina per Bresso e l’aviazione civile.

Info newaeci
appassionati di volo

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