Bresso, nella «guerra» per il controllo

Corriere della Sera

MILANO – Sullo sfondo dell’annosa polemica sull’utilizzo degli aeroporti di Linate e Malpensa, continua la guerra per la gestione dell’aeroporto di Bresso. Con un episodio che a dir poco è inquietante. I carabinieri hanno ricevuto una denuncia di un socio dell’Aeroclub proprietario di un aereo monomotore a pistoni che a fine luglio ha trovato il suo velivolo sabotato. Il socio è uno dei sostenitori dei sette consiglieri che avevano sollevato il problema della gestione e del futuro del piccolo scalo alle porte di Milano.

 LA DENUNCIA – «La notte del 30 luglio ignoti penetravano nell’hangar sud e danneggiavano il mio aeromobile. In particolare la serratura della porta di accesso era stata visibilmente danneggiata presumibilmente con una punta di trapano». All’atto vandalico all’aereo, che porta le sigle D-Eung, sono succeduti altri due episodi sui quali i carabinieri stanno indagando: il lancio sulla pista di numerose viti con lo scopo di «poter dichiarare lo stato di pericolo» e un altro danneggiamento ad aeromobile. Questi gravi atti si inseriscono in una situazione già intricatissima dove è oggettivamente difficile capire cosa ci sia sotto.

LA «GUERRA» PER L’AEROPORTO – Secondo i sette consiglieri ribelli (che rappresentano l’80 per cento degli iscritti) tutto quanto è successo negli ultimi due anni anni (dalla rimozione del presidente Paolo Franzo decaduto per un errore formale e all’elezione del nuovo presidente Mario Battistello) avrebbe come fine quello di far fallire l’Aeroclub Milano per togliere la gestione al concessionario (che ce l’ha dal 1960) per fare spazio a nuovi interessi e ai grandi finanziamenti che ci sarebbero dietro. Il «bubbone» Bresso scoppia violentemente a fine maggio 2012 quando viene convocata per il successivo 8 giugno l’assemblea per il rinnovo delle cariche sociali. Il 6 giugno si presenta un ispettore e redige una relazione nella quale si ipotizza la possibilità di un commissariamento. Il 7 giugno il presidente dell’Aeroclub d’Italia, il senatore leghista Giuseppe Leoni, dispone il commissariamento nominando l’avvocato Andrea Corte che si insedia lo stesso giorno. Il giorno seguente l’avvocato Corte sospende l’assemblea. I ribelli si rivolgono al Tar che accoglie il ricorso e sospende il commissariamento. Il 18 luglio il presidente Battistello rassegna le dimissioni.

I VANDALISMI – A fine luglio gli episodi vandalici. Alcuni soci se ne vanno dal club, la scuola viene di nuovo chiusa temporaneamente (e con essa cessano i ricavi). L’assemblea viene fissata per il 14 di settembre. Si riaccende la querelle. L’Enac contesta supposte infrazioni degli istruttori. Si paventa una nuova chiusura della scuola di volo. Il voto dirà se il Club sta con i sette consiglieri ribelli (vogliamo riportare la democrazia a Bresso) o con i consiglieri indicati dall’avvocato Andrea Corte. Il responso tra poche ore.

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