E a Milano va in scena un’altra puntata

Fine Maggio 2012: Convocata l’assemblea per il rinnovo delle cariche sociali per l’8/6.
6/6: Un ispettore dell’Aero Club d’Italia si presenta in aeroclub e redige una relazione nella quale ipotizza la possibilità di un commissariamento.
7/6: Il Commissario Straordinario AeCI, Se. Giuseppe leoni, dispone il commissariamento nominando l’Avv. Andrea Corte, che si insedia il giorno stesso con pieni poteri e rimette in sella, in veste di coadiutori, i consiglieri che eranoo stati sonoramente sconfitti nella precedente assemblea, presidente Battistello in testa.
8/6: L’Avv. Corte sospende l’assemblea indetta per il giorno stesso impedendo l’accesso ai locali del Club. Ciò nonostante un centinaio di Soci si presenta ugualmente e l’assemblea, nella quale si delibera di impugnare il commissariamento, viene celebrata in firma “campestre” a dispetto dei santi.
12/6: Viene presentato il ricorso presso il TAR del Lazio per ottenere l’immediata sospensione del provvedimento di commissariamento ed il ripristino degli organi sociali.
9/7: Riapre la scuola di volo dopo che il commissario, che è anche membro del CDA di ENAC, afferma coi funzionari ENAC che gli ostacoli sono rimossi. Nel contempo dispone la messa in ferie forzate degli istruttori dipendenti, allegando le accuse mosse dall’ex direttore della scuola dimissionario (suo genero). Altresì, informato della presentazione del ricorso al TAR, convoca l’assemblea elettiva per il 14/9 nel tentativo di sviare il giudizio del TAR.
12/7: Il TAR del Lazio accoglie il ricorso e sospende il commissariamento. Rientrano in carica Presidente e Consiglieri deposti in attesa delle nuove elezioni. Corte si congeda con un comunicato nel quale afferma di “sedersi sulla riva del fiume ad aspettare”. Gli istruttori rientrano in servizio dopo un corso di riqualificazione. I Consiglieri scoprono nuovi casi di “allegra finanza” a vantaggio degli amici di Corte. Battistello si dimette ma continua a fare quel che gli pare facendosi beffe dei consiglieri, salvo invocare il formalismo quando lo prendono in castagna.
Fine luglio: a seguito dell’incendio di un’auto rubata e parcheggiata nell’aeroporto, intervengono i vigili del fuoco scoprendo che l’impianto antincendio aeroportuale non funziona. Il collaudo è stato redatto dal presidente Battistello che dispone dei titoli professionali per farlo. I VV.FF. fanno rapporto all’autorità giudiziaria ed il magistrato interroga battistello contestandogli quanto asserito nel verbale di collaudo. Non è noto se Battistello sia stato rinviato a giudizio.
22/8: Si aprono le buste dell’asta per l’aggiudicazione della concessione dell’aeroporto di Cremona, per la quale erano in lizza, oltre allo storico aeroclub, alcuni dei “coadiutori” bressesi di Corte costituitisi in srl. Pochi giorni prima dell’asta il Presidente AOPA, Rinaldo Gaspari, convoca le due parti per trovare “un punto di accordo” ma viene sbugiardato dall’offerta del Presidente di Cremona di offrire lui stesso a prezzo di mercato, una volta ottenuta la concessione, hangar e locali alla costituenda scuola dei “coadiutori”, chiudendo l’OR dell’aeroclub. L’offerta spiazza gli interlocutori che balbettando rinunciano all’imopresa, a dimostrazione che l’azione da essi svolta era di disturbo e non di sostanza.
Primi di settembre: nell’imminenza dell’assemblea si riaccende la querelle con ENAC a proposito delle supposte infrazioni degli istruttori e questi vengono messi nuovamente a terra, senza alcun provvedimento scritto, dal nuovo direttore della scuola. Si verificano atti di vandalismo su alcuni velivoli parcheggiati che impongono misure eccezionali di sicurezza, facendo nuovamente salire la tensione fra i soci. Torna a paventarsi l’eventualità di una nuova chiusura della scuola per ritorsione contro l’eventuale sconfitta dei candidati sostenuti dal Corte. Questi pubblica su un blog uno scritto in cui insinua che alcune persone (che nomina espressamente) si siano rese colpevoli di gravi reati penali, senza addurre alcuna prova. Viene convocato, per il giorno prima dell’assemblea, un “meeting ENAC” del cui ordine del giorno nulla si riesce a conoscere, anche se si teme che sia l’ennesimo tentativo di intimidazione dei Soci attraverso la vessazione degli istruttori. Circola voce che si voglia tentare la carta del “terzo polo” per pacificare il club, ma sembra ormai chiaro che il terzo polo altro non è che quello di Corte, imbellettato e con qualche faccia nuova e presentabile per ingannare i meno informati al grido di “Love and Peace”.
Insomma, la solita storia: fare la pace con Corte ed i suoi adepti significa farsi mettere i piedi in testa. L’ENAC c’est moi, l’aviation c’est moi.
Ma l’Italia resta uno Stato di diritto… e la verità alla fine vince.

Info newaeci
appassionati di volo

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