Il leone è scivolato sulla buccia di banana da lui stesso lanciata

La Camera,

premesso che:  il provvedimento in esame reca una serie di disposizioni per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, rese particolarmente urgenti dall’attuale congiuntura economica;     all’articolo 7 è stato inserito, nel corso dell’esame al Senato, un comma aggiuntivo, il 26-bis, con il quale è stata disposta un’ulteriore proroga del Commissario straordinario dell’Aero Club d’Italia (carica rivestita dal Senatore Giuseppe Leoni iscritto al gruppo parlamentare della Lega Nord);     l’AeCI è un ente pubblico sottoposto alla vigilanza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, del Ministero della difesa, del Ministero dell’economia e delle finanze, del Ministero per i beni e le attività culturali e del Ministero dell’interno, finanziato soprattutto attraverso trasferimenti statali;     ad avviso dei firmatari del presente atto di indirizzo, la nuova proroga – inserita, tra l’altro, in un decreto-legge che prevede interventi finalizzati esclusivamente a realizzare consistenti ed effettivi risparmi di spesa – appare inopportuna, anche in considerazione della gestione commissariale, per molti aspetti, fallimentare di questi anni;     è necessario che tutti i soggetti istituzionalmente coinvolti si attivino tempestivamente  al fine di consentire che, al più presto, i rappresentanti di ciascuna delle specialità degli sport aeronautici, attraverso l’espressione del diritto di voto in assemblea, possano effettivamente partecipare alla designazione del presidente dell’Aero Club d’Italia, dei membri del consiglio federale, del presidente della commissione centrale sportiva aeronautica, dei membri del collegio dei probiviri, nonché del collegio dei revisori dei conti,

impegna il Governo

ad assicurare l’attivazione di tutte le iniziative di competenza, volte a garantire che, in tempi celeri, e, comunque, al massimo entro tre mesi dall’entrata in vigore del presente provvedimento, cessi la gestione commissariale dell’Aero Club d’Italia e tale ente pubblico torni finalmente ad essere governato da soggetti eletti secondo i previsti meccanismi di rappresentatività e di trasparenza. 9/5389/90. Proietti Cosimi, Toto.

La Camera,

premesso che:     il provvedimento in esame reca un ampio numero di interventi la cui comune finalità è il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica;     il maxiemendamento del Governo, nel recepire una proposta emendativa presentata in commissione Bilancio al Senato dai senatori Vaccari e Massimo Garavaglia del Gruppo della Lega Nord, accolta nel corso della seduta notturna di giovedì 26 luglio (con il parere favorevole del relatore e del Governo) e, comunque, ridepositata in Aula, questa volta a firma senatore Giuseppe Leoni, che attualmente ricopre l’ufficio di Commissario straordinario dell’ente, all’articolo 7, ha inserito un comma aggiuntivo, il 26-bis, con il quale è stata disposta un’ulteriore proroga del Commissario straordinario dell’Aero Club d’Italia;     la questione relativa alla gestione commissariale dell’AeCI (ente pubblico sottoposto alla vigilanza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, del Ministero della difesa, del Ministero dell’economia e delle finanze, del Ministero per i beni e le attività culturali e del Ministero dell’interno) e all’inopportuno e grave – ad avviso dei firmatari del presente atto di indirizzo – protrarsi della stessa è stata oggetto di numerosi atti di sindacato ispettivo, presentati da parlamentari dei diversi schieramenti politici, con i quali si segnalavano, altresì, quelli che, ad avviso del presentatore dell’ordine del giorno costituiscono atti illegittimi compiuti reiteratamente dal senatore Leoni nel corso della presidenza e del commissariamento;     la nuova proroga è stata motivata con la necessità di adeguare lo statuto ai principi in materia sportiva previsti dal decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242 del 1999 nonché ai principi desumibili  dallo Statuto del CONI e dalle determinazioni assunte dal CONI medesimo;     sarebbe estremamente grave ed inaccettabile se la ratio effettiva di tale previsione fosse quella di ampliare l’ambito oggettivo entro cui la riorganizzazione dell’ente deve essere effettuata, al fine di porre, per così dire, normativamente rimedio a quanto evidenziato anche dal Consiglio di Stato, sezione consultiva, con ordinanza definitiva del 19 aprile 2012;     l’organo di giustizia amministrativa, infatti, nell’esprimere parere negativo sulla bozza di statuto proposta, ha rilevato, tra l’altro, che «il provvedimento di nomina del commissario straordinario non sembra perciò lasciare alcuno spazio all’attivazione di ulteriori iniziative di carattere normativo e strutturale più profonde, concernenti la stessa definizione della natura dell’ente, il quale, nel nuovo progetto, assumerebbe, accanto all’originaria caratterizzazione “sportiva” anche un carattere dichiaratamente “culturale” » e che «anche le ulteriori modifiche statutarie proposte, strettamente riferite al funzionamento e all’organizzazione dell’ente non risultano giustificate dalle esigenze proprie della gestione commissariale. Pur prescindendo dalle possibili riserve sul merito delle opzioni compiute, resta comunque ferma l’obiezione di fondo secondo cui lo schema interviene in ambiti non considerati dal decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 188»;     il Consiglio di Stato ha, inoltre, sottolineato che l’esclusione delle federazioni sportive aeronautiche dall’organizzazione dell’ente, come previsto nella proposta di statuto, ha formato oggetto di valutazione favorevole da parte del CONI. Tale valutazione, pur essendo «certamente significativa perché basata sull’asserito mancato riconoscimento da parte del CONI ai fini sportivi delle medesime federazioni», non è, tuttavia, «sufficiente per giustificare una modifica normativa di così forte impatto»;     non si comprendono le ragioni per cui si è ritenuto necessario inserire la disposizione di cui al citato articolo 7, comma 26-bis, in un decreto-legge che prevede interventi finalizzati esclusivamente a realizzare consistenti ed effettivi risparmi di spesa: le principali misure in esso contenute, infatti, concernono il miglioramento dell’efficienza della spesa per beni e servizio delle amministrazioni pubbliche, il ridimensionamento degli organici di alcune categorie del pubblico impiego, un miglior utilizzo del patrimonio pubblico, interventi in materia di società pubbliche, riduzioni alle spese per le amministrazioni centrali e gli enti territoriali, riduzione del numero delle province nonché il contenimento nel compatto sanitario e della spesa farmaceutica;     a tal proposito, il Comitato per la Legislazione, nel richiamare quanto ribadito dalla Corte costituzionale nella recente sentenza n. 22 del 2012, ha rilevato che, sotto il profilo dell’omogeneità del contenuto, non appare riconducibile all’ambito materiale oggetto del provvedimento, né alla partizione del testo nella quale sono inseriti, la disposizione di cui al comma 26-bisdell’articolo 7 (rubricato «Riduzione della spesa della Presidenza del Consiglio dei ministri e dei Ministeri») e contenuto nel Titolo II (Riduzioni di spesa delle amministrazioni statali e degli enti non territoriali), che dispone, appunto, la proroga del Commissario straordinario dell’Aero Club d’Italia»;     al di là di ogni giudizio di merito sugli effetti negativi di una gestione che, per molti aspetti, ad avviso del presentatore del presente ordine del giorno è stata fallimentare – come evidenziato anche nei numerosi esposti con cui si denunciavano sprechi di denaro pubblico a fini privati – è alquanto inopportuno che un membro del Parlamento eserciti funzioni di presidenza o di amministrazione in enti controllati direttamente da Ministeri, per cui appare necessario, oltre che doveroso, attivarsi sia al fine di consentire che, al più presto, i rappresentanti di ciascuna delle specialità degli sport aeronautici, attraverso l’espressione del diritto di voto in  assemblea, possano partecipare alla designazione del presidente dell’Aero Club d’Italia, dei membri del consiglio federale, del presidente della commissione centrale sportiva aeronautica, dei membri del collegio dei probiviri, nonché del collegio dei revisori dei conti, e sia al fine di adottare iniziative, anche normative, volte a garantire un regime più stringente in materia di incompatibilità parlamentari, soprattutto al fine di evitare che membri del Parlamento possano ricoprire cariche o uffici in enti pubblici o aziende dipendenti dai Ministeri o su cui i Ministeri stessi debbano o possano esercitare vigilanza o controllo,

impegna il Governo

ad assicurare che in tempi celeri, e, comunque, al massimo entro tre mesi dall’entrata in vigore del presente provvedimento, sia effettivamente ripristinata l’ordinarietà nella gestione dell’Aero Club d’Italia, garantendo, nello specifico, che tale ente pubblico possa finalmente essere nuovamente governato da soggetti eletti secondo i meccanismi di rappresentatività e di trasparenza specificamente previsti. 9/5389/86. Raisi.

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