Da Repubblica Milano

Il senatore Giuseppe Leoni, nel 1984, è tra i fondatori con Umberto Bossi e Manuela Marrone della Lega Autonomista Lombarda, che prenderà poi il nome di Lega Lombarda con la quale viene eletto alla Camera nel 1987, subentrando a Bossi che opta per il Senato. Varesino doc  è, ovviamente, un fedelissimo del senatur che ha difeso a spada tratta dalle accuse che gli sono venute dopo l’esplosione del caso Belsito.

Un veterano della Lega e il più ascoltato,  da fondatore dei Cattolici padani, in Vaticano fra gli uomini del Carroccio.  Nasce come architetto ma il suo è un curriculum politico di tutto rispetto che, fra le molte benemerenze,  gli ha assicurato anche l’incarico di Commissario straordinario dell’Aereo Club d’Italia.

Come tale, scrive Carlo Picozza sull’Espresso, «dopo essersi rivolto ai giudici per ottenere il risarcimento di un danno personale ma, a causa persa, ha attinto 15mila 700 euro dalle casse dell’Aero Club d’Italia per pagare le spese legali». Di più: «Ha intitolato 18 aerei pubblici agli amici della Lega nord, da Bossi a Calderoli, a se stesso e all’ex ministro Tremonti». Ancora: «Con migliaia di euro dell’ente ha regalato un prezioso orologio a un attore che non ricorda di averlo mai ricevuto». Per questo è finito sotto inchiesta ma  la sua attività parlamentare non ne ha affatto risentito.

Infatti, nella notte del 26 luglio, ha proposto all’aula un suo emendamento alla “spending review” nel quale si leggeva «Dopo il comma 26, inserire il seguente: 26-bis. Il Commissario straordinario dell’Aero Club d’Italia adegua lo Statuto ai principi in materia sportiva previsti dal decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242, come modificato dal decreto legislativo 8 gennaio 2004, n. 15, nonché ai principi desumibili dallo Statuto del CONI e dalle determinazioni assunte dal CONI medesimo. Per il raggiungimento di tali obiettivi l’Incarico di Commissario straordinario è prorogato, con poteri di amministrazione ordinaria e straordinaria, sino alla data di insediamento degli organi ordinari dell’Ente e, comunque, per un periodo non superiore ad un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge».

Il problema è che il Commissario straordinario è proprio lui. E il problema, ancor maggiore, è che quell’emendamento è passato e che a protestare vivacemente sono state, a livello istituzionale, soltanto le Federazioni Sportive Aeronautiche, che in loro un documento «esprimono la loro più profonda indignazione e rammarico nell’apprendere la notizia che il senatore Leoni ha provveduto ad inserire nel disegno di legge della “spending rewiew” un emendamento con il quale si auto rinnova per un ulteriore anno il mandato di Commissario Straordinario dell’Ente Pubblico Aero Club d’Italia. Ricordiamo che il Senatore Leoni, già da oltre un anno e mezzo Commissario Straordinario dell’Ente, si è segnalato per essere stato incapace ad assolvere il mandato conferitogli, come deliberato dal Consiglio di Stato, per aver sprecato denaro pubblico nella gestione dell’ente, per aver compiuto atti che integrano l’abuso di potere, per aver distratto denaro pubblico compiendo azioni che sono state denunciate per peculato e truffa ai danni dello Stato».

Potrebbe il neo segretario federale Roberto Maroni, per rendere almeno un poco più credibile la sua operazione di pulizia, considerare l’ipotesi di chiedere al suo senatore-aviatore di scollarsi dalla poltroncina?

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