Volo Sportivo agosto

Questo mese non parlo  di tecnica, di aerei o di novità. Parlo di politica, argomento del quale alcuni lettori non vorrebbero mai leggere su una rivista di volo. E  lo faccio perché riguarda anche noi che voliamo, partendo da una mia considerazione di carattere generale che non deve necessariamente essere  condivisa da tutti. A livello europeo sono convinto che la “vera politica” non esista più. Non esiste una visione di insieme, non esiste dialogo e confronto fra Stati se non nei peggiori momenti di crisi, non esiste programmazione e, soprattutto, non esiste una reale politica europea nella pseudo Europa unita, che è bravissima a imporre paletti e diktat per il “bene comune”, e molto meno brava, ad esempio, nel difendere con una forte Banca Centrale la propria valuta e l’economia di  tutti, specie quella degli Stati più deboli. E se la vera politica manca in Europa, figuriamoci nei singoli Stati; i risultati sono sotto gli occhi di tutti, e per restare alla situazione italiana l’ultimo anno  di passione è caratterizzato da un parlamento che oggi non ha più ragione di esistere, da partiti che, dopo aver ammesso pubblicamente la propria incapacità a gestire il momento di crisi, protestano contro le mosse del governo “tecnico” ma continuano ad avallarle senza che vi sia né contradittorio, né democratica discussione, quello per cui noi cittadini li abbiamo eletti, e per cui continuiamo a pagare loro, con le  nostre tasse, un super stipendio e immondi benefit. Già, le nostre tasse. Per ammissione di tutti il livello di tassazione è ormai insostenibile e non può che portare a una spirale recessiva, e la tanto attesa spending review è una impudica barzelletta che non tocca la reale  voragine della spesa pubblica, quella che – paradossalmente – serve a “pagare” il consenso richiesto dalla politica, proprio quella che oggi è  svuotata di ogni significato. Non vorrei essere nei panni di chi vince le prossime elezioni, per dire. Da cittadini possiamo fare poco, ma quel  poco va fatto utilizzando tutti i mezzi che si hanno a disposizione, e utilizzando soprattutto quella parte di politica che ancora oggi vuole dire la sua, con tutte le energie possibili; per inciso, non mi stupirebbe se il Movimento Cinque Stelle, ancora oggi ampiamente sottovalutato, fosse a sorpresa il primo partito italiano: non sarebbe un voto di protesta o di antipolitica, sarebbe solo un modo più efficace  di altri di dare un “calcio in culo” (perdonatemi il termine tecnico) a una casta gerontocratica che non ha saputo neanche capire di aver passato il limite della decenza, oltre quello dell’inefficienza.

Ebbene, cosa c’entra tutto ciò con il volo? Nel nostro settore,  in piccolo, la situazione è esattamente la stessa. Non abbiamo governo da troppo tempo; i piloti, così come i cittadini, hanno imparato ad accettare di tutto con forzata rassegnazione, visto che anche le iniziative più meritorie alla fine sono naufragate in un muro di gomma
vischiosa che le ha inglobate e soffocate. Da quanti anni parliamo di semplificazione, di revisione degli spazi aerei, di Enti al servizio dei  piloti, di un settore che produce ricchezza e che si sta quasi cercando  di azzerare? Da troppi. Chi detiene le leve decisionali sistematicamente rifugge le responsabilità, trasforma gli Enti in feudi
privati, e lo fa oltre il limite della decenza: scrivo questo editoriale  e ho appena appreso che il Sen. Leoni, alla faccia dell’incompatibilità, delle interrogazioni parlamentari, della figuraccia con il Consiglio di Stato che lo ha bocciato senza appello, si è “autoprorogato” Commissario AeCI per un anno (un anno, in spregio alla legge!) con un emendamento proprio al decreto sulla spending review, quella che ci dovrebbe fare risparmiare, emendamento votato poche ore fa, nella notte del 27 Luglio! Un evidente baratto, simbolo di  una politica marcia che non ha proprio capito quanto stia rischiando.
Non finirà così, questa mattina l’On. Filippi della Commissione Trasporti al Senato ha fatto uscire dall’aula i colleghi Senatori per protesta, ed è solo l’inizio, anche se forse sarà la Magistratura a liberare finalmente il mondo del volo, con le indagini che sono state avviate dopo la denuncia alla Corte dei Conti del Lazio per sciocchezzuole quali peculato, abuso di ufficio, truffa e appropriazione  indebita. Non vogliamo più chi calpesta le leggi con arroganza ed esibito disprezzo, così come non vogliamo più chi in ENAC fa finta di ignorare che esiste una base di utenti che paga loro lo stipendio e che non sopporta più segregazioni, pratiche burocratiche da medioevo, gestione degli spazi aerei che va contro la sicurezza volo (ANSV lo ha scritto chiaramente), liste di radio omologate che per semplice inerzia burocratica non sono aggiornate, creando vere e proprie torture agli utenti e condizionando lo stesso mercato. Inutile fare i controlli sulle radio alle manifestazioni aeree, quando poi per avere l’appuntamento per un collaudo si aspettano mesi, o quando le moderne radio aeronautiche non possono essere omologate solo perché non in lista o perché ci sono, ma in una versione tecnicamente ed esteticamente identica che ha solo una lettera in più o in meno nella sigla: questa è follia. La politica che manca, anche nel settore del volo, dobbiamo farla noi. Dobbiamo iniziare a denunciare per omissione di atti d’ufficio chi non fa il proprio dovere, e se ci crea un danno denunciamolo pure in sede civile, chiediamo di essere risarciti! Dobbiamo denunciare a tutti i media quello che non funziona, dobbiamo continuare a tempestare di interrogazioni parlamentari il governo se ancora continua a rinnovare alla nomina di Commissiario dell’AeCI la
stessa persona che in dieci anni ha causato la situazione di Commissariamento, dobbiamo sfruttare quel po’ di politica che ancora esiste per avere leggi semplici ed efficaci, come quella della Regione Lazio su aviosuperfici e campi di volo. Dobbiamo, insomma, fare politica  noi utenti, e i risultati arriveranno solo se inizieremo davvero a
“fare casino” (concedetemi anche questo termine tecnico), e in questo VS  sarà sempre in prima linea. E infine un appello alle aziende del settore: in questo difficilissimo momento economico noi abbiamo aziende che come Tecnam sono leader mondiali o come ICP producono anche aerei in  kit per gli americani, siamo bravi e creiamo posti di lavoro. Le aziende italiane devono assolutamente riaprire un canale di dialogo fra loro che le porti ad avere una sola voce; e il governo le deve ascoltare, deve rendere loro la vita più semplice burocraticamente e,
perché no, le condizioni di impresa più favorevoli: se in Italia fosse un giorno più conveniente produrre aerei rispetto alla Serbia o all’Ukraina, secondo voi quanto potrebbe crescere il nostro settore? Molto, moltissimo, e in questa estate che sta mostrando finalmente segni  di ripresa del mercato del volo, è l’augurio che personalmente faccio a  tutti.

Diamoci da fare, che ce la facciamo..

Info newaeci
appassionati di volo

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