Leoni in gabbia?

Tempi avari di soddisfazioni per il senatore leghista e l’amico avvocato Andrea Corte. A rischiare, però, è soprattutto il parlamentare: ha fatto il pieno di denunce e, sul suo operato, è in corso un’indagine della Corte dei Conti. Nonostante questo, riesce a farsi prorogare per un anno

di Fabio Cormio

Se nel mondo dell’aviazione civile c’è una coppia che ultimamente ha fatto discutere, è senz’altro quella formata dal senatore della Lega Giuseppe Leoni, arcinoto commissario straordinario dell’Aero Club d’Italia, e l’avvocato Andrea Corte, suo amico e legale, membro del Cda Enac e, ultimamente, commissario straordinario dell’Aero Club Milano Bresso. Se fino a qualche mese fa la coppia pareva intoccabile e incontrastabile nelle sue decisioni (ad esempio quella di portare il Papa a Bresso il 3 giugno, lasciando che l’aeroporto chiudesse per oltre settanta giorni e che l’AeCMi non ricevesse alcun indennizzo), per Leoni e Corte i tempi si stanno facendo più cupi.

Il 12 luglio scorso il TAR del Lazio ha accolto il ricorso inoltrato da una cinquantina di soci dell’Aero Club Milano, dichiarando illegittimo il commissariamento disposto dall’AeCI e, di conseguenza, tutti gli atti disposti dal commissario, cioè Corte. In seguito alle dimissioni del presidente Battistello, a metà luglio, e in attesa delle elezioni del 14 settembre, la presidenza ad interim è in mano al vicepresidente Andrea Vimercati, per gli atti di ordinaria amministrazione. “Mi siederò sulla riva del fiume ad aspettare” ha dichiarato Corte all’indomani della sentenza. È improbabile che l’avvocato veda i cadaveri dei suoi nemici trasportati dalla corrente, tuttavia l’Aero Club Milano versa ormai in una condizione economica disastrosa (a settembre saranno messi in vendita cinque aerei della flotta) e i soci temono un imminente fallimento. All’avvocato Corte e a chi ha disposto il commissariamento, in ogni caso, resta la possibilità del ricorso al Consiglio di Stato. Non sappiamo se questa strada verrà effettivamente percorsa. È invece certo è che, il prossimo gennaio, ci sarà un processo di merito sulla questione del commissariamento.

Più delicata rispetto a quella di Corte è la posizione di Leoni, visto che ha caratteri di rilevanza penale. Seppur difeso dal presidente del Coni Gianni Petrucci (“il senatore ha gestito al meglio l’Aero Club d’Italia”), il parlamentare leghista è attaccato da ogni parte, accusato di mala gestione e scarsa trasparenza. Nella “Question Time” dello scorso 11 luglio, ad esempio, l’Onorevole Enzo Raisi (Futuro e Libertà) ha sollevato la questione dell’incompatibilità di un Senatore nel ruolo di commissario straordinario di un ente che fa capo a un ministero, aggiungendo che su Leoni ci siano già denunce e segnalazioni pendenti ma che, malgrado tutto, non sia stato sollevato dall’incarico. Anzi, l’ultimo aggiornamento sulla vicenda è piuttosto sorprendente: proprio oggi (27 luglio), con un emendamento della Lega Nord al decreto sulla “Spending Review”, Leoni si è fatto prorogare per dodici mesi nella sua carica di commissario straordinario.  ”Chiederemo alla Camera e al Governo di porre rimedio a questo scandalo che va oltre ogni buon senso” ha affermato Enzo Raisi questa mattina in una nota.

Peculato, abuso d’ufficio e truffa. Il senatore Leoni in effetti è stato denunciato proprio dall’onorevole Raisi ed è in corso un’indagine della Corte dei Conti per un esposto dell’avvocato fiorentino Luca Biagi. Le questioni sono quelle già emerse – qualcuno lo ricorderà – nel celebre servizio de Le Iene andato in onda la scorsa primavera (http://tv.pinomessina.it/le-iene-pelazza-aeroclub-italia-puntata-del-22032012-streaming/). Riassumiamole brevemente: Leoni, uscito sconfitto da una causa per diffamazione intentata contro Oriano Callegati, consigliere dell’Aero Club Lugo di Romagna (commissariato l’anno scorso con modalità simili a quelle usate a Bresso), ha deliberato il 20 luglio 2011 di addebitare la parcella dell’avvocato (9232 euro) all’AeCI, nonostante dalla sentenza stessa risulti che il senatore “si è costituito in proprio e non anche in quanto Presidente e legale rappresentante dell’Associazione”. Si configurerebbe così il reato di peculato, cioè di appropriazione indebita di soldi pubblici da parte dell’incaricato di un pubblico servizio.

La seconda ipotesi di reato riguarda l’utilizzo dei soldi dell’AeCI per ripianare un debito della Turin Loc (associazione privata partecipata anche dall’Aero Club Torino) con la FAI (Federazione Internazionale dell’Aviazione). Leoni avrebbe utilizzato un escamotage per aiutare il club torinese a pagare questo debito, simulando un avanzamento di classe dell’AeCI all’interno della Federazione Internazionale e un conseguente (quasi) raddoppiamento della tassa d’iscrizione: in pratica, a fronte di un importo dovuto di circa 44.000 franchi svizzeri (34.000 euro), ne sono stati pagati 95.000 (73.500 euro). A parte il fatto che questo stratagemma è legalmente poco chiaro, occorre sottolineare che l’AeCI è un ente pubblico (che opera con denaro pubblico) e non si vede il perché abbia dovuto “soccorrere” la Turin Loc che è invece un soggetto privato. Leoni è inoltre stato denunciato per minacce da Luca Basso, presidente della Federazione Italiana Volo Libero, per minacce e ingiurie. “Non è certo una querela di particolare importanza – ci spiega Basso – ma dà l’idea del modo che Leoni ha di agire e di rapportarsi con gli altri”. Il senatore Leoni dirige ancora l’AeCI, nonostante il suo incarico di Commissario Straordinario sia scaduto il 15 luglio scorso. Le cariche amministrative hanno, normalmente, una “prorogatio” di 45 giorni ma non nel caso in cui si tratti di nomine straordinarie. Ragion per cui, di fatto, Leoni siede su una poltrona che non gli compete più. E questo configurerebbe un nuovo reato, quello di usurpazione di funzioni pubbliche. Dal 23 luglio, comunque, alla sede centrale dell’Aero Club Italia si è insediato un ispettore del nucleo operativo del Ministero del Tesoro, con l’incarico di accertare la veridicità di esposti e interrogazioni parlamentari riguardo alla gestione del Commissario Straordinario. Ci attendiamo dunque che l’ispettore accerti anche se il senatore abbia o meno il diritto di guidare l’Aero Club d’Italia. E, già che c’è, potrebbe provare a svelare un piccolo ma avvincente mistero: che fine ha fatto l’orologio acquistato da AeCI a 3700 euro (un Breitling Navitimer), con delibera firmata da Leoni, per omaggiare Luca Ward, testimonial del Galà del Volo nel giugno 2011? L’attore romano, infatti, ha dichiarato al settimanale L’Espresso: “Di regalini ne ricevo tanti, però questo è molto costoso, strano che non me lo ricordi…”.

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