Alla Procura Generale della Corte dei Conti

Egr. Dott. Salvatore Nottolo

Procuratore Generale della Corte dei Conti

Via Baiamonti, 25

00195  Roma

Fax 06/38763477

 

Oggetto: Aeroclub d’Italia, Ente Pubblico amministrato dal 2003 dal Sen. Giuseppe Leoni.

 

Il mio nome è Enrico Spazzoli, sono nato a Lugo di Ravenna il 02/04/31 e ivi residente in Via Aspromonte, 16.

Mi rivolgo a Lei da poco arrivato alla Corte dei Conti a ricoprire un incarico così importante, al culmine della sua carriera, nella speranza di ottenere quell’attenzione che nessuno, alla Corte dei Conti, mi ha riservato, ignorando a mio parere l’art. 100 della Costituzione.

Sono stato Presidente dell’Aeroclub di Lugo per 27 anni e per 21 della Scuola Nazionale Elicotteri dell’Aeroclub d’Italia (AeCI), gestita dall’aeroclub di Lugo fino al 27/07/2003 quando l’allora Commissario Straordinario dell’AeCI ha commissariato il mio aeroclub per “irregolarità amministrative”, mai trovate, ha disdetto con un atto unilaterale e illeggitimo, la convenzione per la gestione della SNE, mi ha denunciato alla Guardia di Finanza che mi indagato per “appropriazione indebita e peculato” con il mio nome sui giornali con titoli a cinque colonne. Il tutto deliberato con la regia dell’avvocato Andrea Corte che il 30/07/03 a Lugo accompagnò Leoni nell’ufficio del Sindaco di Lugo per spiegare la vicenda e a richiesta dello stesso, si qualificò come “amico, consulente e avvocato” di Leoni.

Il 07/11/03 il Consiglio di Stato ha dichiarato i provvedimenti illeggitimi e dopo ventun mesi la procura di Ravenna ha archiviato le denuncie a mio carico.

Il Commissario Leoni non ha revocato il commissariamento, non ha rinnovato la convenzione della SNE, non ha rispettato la sentenza del Consiglio di Stato, anzi ha reiterato il reato trasferendo la SNE e i cinque elicotteri all’Aeroclub de L’Aquila ; dovrebbe essere abuso di ufficio.

Interregozioni parlamentari non hanno ottenuto alcun esito; omertà assoluta della politica di destra e di sinistra. Il Consiglio dei Revisori dei Conti dell’AeCI non ha fatto obiezione, ignorando i suoi doveri.

E la Scuola Nazionale Elicotteri? E’ stata chiusa e non più riaperta con violazione allo statuto dell’ente agli art. 2,3,4 quindi, a mio parere, commettendo abuso di ufficio.

L’01/07/06 una commissione indetta dall’AeCI incaricata di accertare l’attività della SNE, ha relazionato: “In assenza di esaurienti relazioni dei sodalizi responsabili, non è possibile verificare quale utilizzo sia stato fatto delle risorse affidate dall’AeCI, né quali risultati sono stati conseguiti…. l’esperienza della SNE si è consumata con l’Aeroclub di Lugo… la rimessa in efficienza dei cinque elicotteri appare lunga e antieconomica”. Un tecnico “esperto” incaricato dall’AeCI di accertare lo stato dei cinque elicotteri, ha relazionato: “Nessuna registrazione di messa in moto periodica, né una preservazione di lunga durata, di motore a trasmissione; ritengo che una macchina volante non possa essere abbandonata senza alcun controllo; lasciare gli elicotteri senza preservazione è non sicuro ed economicamente svantaggioso”. L’elicottero I-IHAA ha volato alcuni mesi in un aeroclub del centro Italia, l’I-IHAC in esercenza ad un aeroclub del nord, è stato gestito da una ditta privata senza esercenza; chi ha autorizzato i voli? Nessun brevetto di volo rilasciato.

Dal 2005 ad oggi, i cinque elicotteri non hanno più volato; dove si trovano? L’01/07/09 quattro tecnici dell’aeroclub di Lugo, su autorizzazione dell’AeCI, li hanno visionati all’Aeroclub di Sarzana; erano smontati, cannibbalizzati, sporchi, le pale posate sul pavimento, in uno stato di pietoso abbandono; l’I-IHCD, che non risulta abbia volato, era senza motore, smontato con i pezzi in una cassa ed aveva un pattino rotto. Nessuna segnalazione sui libretti: hanno confermato il parere del tecnico “esperto”: la rimessa in efficienza è “antieconomica”.

Nell’anno 2011 i cinque elicotteri erano assicurati per un valore di euro 821.400 (si, oltre un miliardo e 600 milioni delle vecchie lire); con la rimessa inefficienza “antieconomica” valgono zero. A quanto ammonta il danno erariale? La risposta è facile.

Secondo il regolamento della Corte dei Conti, il Sen. Leoni è colpevole di “Responsabilita Amministrative” la quale prevede il rimborso personale, dei danni arrecati all’AeCI, da chi ha provocato il danno. La sentenza deve essere pubblicata; lo conferma l’art. 186 del Codice Penale.

Ho segnalato i danni erariali commessi dal Sen. Leoni, nella gestione dell’Ente Pubblico AeCI con una raccomandata A/R alla Corte dei Conti, Presidente Alemanno, ricevuta il 15/01/08, quindi prima della prescrizione, poi ai Presidenti dott. Zambrano, dott. Di Lazzaro, indi al dott. Giampaolino il 30/01/11, il 02/10/11 e il 30/03/12. Trascorsi oltre quattro anni dalla mia prima segnalazione, senza notizie senza alcune provvedimento, immagini la mia delusione nel leggere nel sito della Corte dei Conti, la relazione sulla gestione dell’AeCI, anno 2007, 2008, 2009; nessun accenno alle mie segnalazioni anzi, a pag. 25, una strana conclusione: “Il patrimonio dell’ente è aumentato in maniera costante. Estensore Ernesto Basile, Presidente Raffele Squitteri, depositato in segreteria il 30/05/11”.

La mia delusione è aumentata quando ho letto la relazione al Parlamento, del controllo sulla gestione dell’AeCI sull’anno 2010, “nonché dei principali fatti verificatasi successivamente nel corso del 2011 fino alla data corrente”. Relatore Claudio Gorelli, Presidente Raffele Squitteri. Depositato in segreteria l’08/03/12. Nella citata relazione ha colpito la mia attenzione, la nota 2 pag. 8 comma 2 e la nota 5 pag. 34 comma 1: “E’ al vaglio della competente Procura dell’Emilia Romagna una denuncia di irregolarità suscettibile di configurazione di ipotesi di danno erariale, relativo alla chiusura della SNE e la situazione dei cinque elicotteri della flotta”.

Ho cercato nel sito della Corte dei Conti il compito della sezione del Controllo degli Enti, e ho letto: “Le sezioni di controllo… esercitano il controllo di legittimità su atti ed il controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato, aventi sede nella regione”. L’AeCI è un ente pubblico con sede a Roma, la chiusura della SNE e la vicenda dei cinque elicotteri è stata deliberta a Roma, la competenza quindi dovrebbe essere della regione Lazio.

Sig. Procuratore Generale, Le chiedo:

Quali criteri hanno adottato il Relatore Basile e il Presidente Squitteri per definire “competente” la Regione Emilia-Romagna?

Per quali motivi, secondo Lei, le note 2 e 5, sono relative a commi che nulla hanno a che fare con il contenuto delle stesse?

Per quali motivi, negli “elementi acquisiti” non sono state valutate le segnalazioni dell’Emilia-Romagna e le mie segnalazioni in quattro anni alla corte di Roma, dato che la relazione riporta “fino alla data corrente”? Evidentemente i Revisori dei Conti dell’AeCI non hanno segnalato, nella loro relazione alla Corte dei Conti, i reati commessi dal Sen. Leoni, i Revisori della Corte le hanno accettate per reali, senza alcun controllo. Essendo persone scelte, qualificate, competenti e ben remunerate, com’è possibile che abbiano ignorato l’art. 2407 del Codice Civile che, per loro, prevede: “Sono responsabili solidamente con gli amministratori, per il fatto e le omissioni di questi, quando il danno non si sarebbe prodotto se avessero vigiliato in conformità alla loro carica”, e quindi, non vigilando, siano in buona fede?

Devo considerare quindi, che non avendo tenuto conto delle mie segnalazioni alla Corte, non sono state ritenute attendibili e ciò non è possibile in quanto 18 allegati di documenti originali, provano la verità di quanto segnalato, quindi mi portano a pensare che qualcuno ha cestinato, accantonato, dimenticato, anche se il regolamento della stessa Corte, considera tale comportamento un reato interno.

Secondo la trasmissione del “Le Iene” del 22/03/12, (cliccare le iene-pelazza-aeroclubd’italia), il Sen. Giuseppe Leoni, attuale Commissario Straordinario AeCI, ha usato i soldi dell’Ente per pagare le spese legali relative ad una causa per diffamazione, che ha perduto, da lui intentata, come persona fisica e non come Commissario AeCI, ad una persona che l’aveva accusato di aver chiuso la SNE con la conseguente rovina dei cinque elicotteri della flotta. Non avendo fatto alcuna smentita, dovrebbe trattarsi di peculato; il reato art. 314 C.P. prevede “Il Pubblico Ufficiale o l’incaricato di Pubblico Servizio, che avendo per ragioni di suo ufficio, il possesso o la disponibilità di denaro, se ne appropria, è punito con la reclusione da 3 a 10 anni”. La procedibilità è d’ufficio e la “competenza” è della Regione Lazio.

Il Sen. Giuseppe Leoni per adempiere a quanto previsto dal D.P.R. 05/10/2010, con decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del 17/12/10, è stato nominato Commissario Straordinario dell’AeCI a firma di Maroni, La Russa, Matteoli, Tremonti, Alfano.

La legge n. 60 del 1953, prevede: art. 1 “I membri del Parlamento non possono ricoprire cariche o uffici di qualsiasi specie, in enti Pubblici, per nomina o designazione del Governo”. Se la legge è ancora valida, è stata violata dal Governo. Il 30/01/11 ho segnalato “l’errore in buona fede” ai firmatari del decreto, in seguito al nuovo Governo e Corte dei Conti; nessuna revoca, anzi ogni tre mesi è stato prorogata, prima dal vecchio Governo, poi dal nuovo Governo, l’ultima volta l’11/04/12.

Il Consiglio di Stato, sez. I, adunanza 11/04/12, num. Aff. 03614/2011, ha accolto il ricorso di un socio dell’AeCI, il quale lamentava la  sospensione del suo attestato di volo, in quanto sosteneva la nullità dell’atto, in quanto il Presidente Leoni aveva terminato il suo mandato e non era stato rinnovato nell’incarico. In istruttoria, l’AeCI ha dichiarato che agiva in regime di prorogatio. La sentenza: “La delibera dell’AeCI è stata adottata il 29/10/10, ovvero scaduto da quasi un anno il periodo di proroga di 45 giorni, di cui al comma 2 del D.L. 16/05/94 n. 293 convertito in legge il 15/07/94 n. 444, recante “decadenza degli organi non costituiti. Regime degli atti responsabilità”. 1) decorso il termine massimo di proroga senza si sia provveduto al loro ricostituzione, gli organi amministrati decadono. 2) tutti gli atti adottati dagli organi caduti sono nulli”.

Per quanto sopra, il Sen. Leoni, per 12 mesi, non avendone il potere, ha deliberato da solo, senza i consiglieri, per alcuni mesi senza Direttore Generale in quanto dimissionario, aumentato le quote di associazione, ha stipulato assicurazioni, ha comprato e venduto, ha aumentato il costo delle tessere FAI con crollo dell’attività sportiva, ha violato lo statuto cancellando le federazioni sportive. Quindi “tutti gli atti adottati dagli organi caduti, sono nulli”. Il controllo degli enti pubblici è compito della Corte dei Conti; la “competenza” è della Regione Lazio.

Sig. Procuratore, ho relazionato in questi anni, a ministri, istituzioni, stampa, Corte dei Conti, al Presidente della Repubblica Napolitano, ai nuovi ministri e al nuovo Presidente del Consiglio. Nessuno mi ha ascoltato, nessuno ha provveduto e nessuno mi ha querelato. Omertà assoluta!

LE CHIEDO a chi mi devo rivolgere per il rispetto della legge e della Costituzione, se le persone che dovrebbero vigilare, ritengono un optional, l’art. 28 della Costituzione?

L’art. 100 della Costituzione prevede il controllo degli Enti Pubblici da parte della Corte dei Conti; sull’AeCI non è mai stato fatto, perchè?

Il Sen. Giuseppe Leoni, all’Aeroclub d’Italia, deve essere sostituito immediatamente, il suo operato deve essere valutato, giudicato e se colpevole, deve essere condannato e la sentenza deve venire pubblicata sul sito dell’AeCI.

Un vecchio proverbio dice che i panni sporchi vanno lavati in famiglia. Lei, fresco di nomina, al culmine della carriera, senza timore di ritorsioni, deve provvedere per riparare a quanto non legiferato dai suoi predecessori.

Tutto cadrà nell’oblio, finiranno le polemiche, nell’ambiente dell’aviazione nessuno piangerà per la sua assenza, tutti saranno tranquilli in quanto non combinerà altri disastri e all’AeCI, Ente Pubblico, basterà aprire le finestre per cambiare l’aria, purificare l’ambiente e cominciare a riparare quanto danneggiato, anche se sarà un lavoro lungo e faticoso, dopo dieci anni di malgoverno.

La ringrazio della sua pazienza e per quanto intenderà fare. Aspetto fiducioso una sua risposta alle mie domande, che riterrò personale e riservata. Le auguro buon lavoro.

Lugo, 10 giugno 2012

 Enrico Spazzoli, ex Presidente Aeroclub di Lugo e della SNE, via Aspromonte 16, 48022 Lugo di Romagna. Fax 0545/26513.

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