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’interrogazione. Aero Club d’Italia, paga Pantalone

23-01-2012

Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della difesa, dell’interno, dell’economia e delle finanze, dello sviluppo economico, delle infrastrutture e dei trasporti e per i beni e le attività culturali. Premesso che:

  • l’Aero Club d’Italia è un ente pubblico non economico finanziato con contributi del CONI e dei Ministeri vigilanti e con l’imposizione di tariffe a carico di titolari di attestati e proprietari di apparecchi per il volo da diporto sportivo, quote a carico di affiliati e altri utenti dell’Ente;
  • da organi di stampa, ad esempio il numero di novembre di “Volo Sportivo” (se ne veda il sito Internet), si è appreso che sarebbe giunto alla quinta edizione un ricevimento denominato «Galà del volo» per circa 400 euro a persona comprensivo di: catering per utilizzo di tavoli, sedie, ombrelloni, e ogni altro oggetto utile per l’evento, nonché addobbi, straordinari per il personale, spedizione inviti, hostess, gadget, regali;
  • nell’edizione 2011 del suddetto galà, per intrattenere gli ospiti, sarebbe anche stato ingaggiato il comico Max Giusti;
  • a partire dal 2010, con delibera consiliare del 28 novembre 2009, sono state aumentate le quote di federazione agli Aero Club e le spese da sostenere dalle associazioni per essere federate, in particolare è stato annullato il beneficio della quota agevolata per i primi 3 anni di federazione anche agli Aero Club che erano stati appena federati e che avevano richiesto la federazione contando su detta agevolazione che, invece, si è ridotta ad un solo anno;
  • è stata inserita la quota di ammissione di 2.600 euro, sono state aumentate le quote per scaglioni di soci, per ogni specialità, e le quote delle Federazioni sportive aeronautiche; 
  • nello statuto predisposto dal commissario straordinario e proposto all’approvazione della Presidenza del Consiglio dei ministri, dei Ministeri vigilanti – Difesa, Interno, Economia e finanze, Infrastrutture e trasporti, Beni e attività culturali – e del Coni, all’articolo 28, commi 2 e 3, sono stati triplicati i posti di qualifica dirigenziale; 
  • l’attuale statuto, all’articolo 33, comma 2, ne prevede uno in tutto e quello proposto al comma 3 dell’articolo 28 ne prevede due più il direttore generale, inserendo la possibilità di nomina di un dirigente ex articolo 19, comma 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001 al di fuori dei limiti percentuali imposti dallo stesso articolo di legge, come anche ribadito dalle modifiche introdotte dal decreto legislativo n. 150 del 2009 che ha fissato criteri di calcolo;
  • lo statuto ha anche annullato di fatto le federazioni sportive e la rappresentatività di tutte le migliaia di associazioni che in esse si riconoscono laddove nell’articolo 6 della nuova versione non è più previsto che facciano parte dell’Aero Club d’Italia le federazioni sportive aeronautiche, presenti nell’attuale versione;
  • è altresì assente la sezione delle suddette federazioni e mancano i princìpi informatori dello statuto delle federazioni, presenti invece in coda all’attuale versione dello statuto; 
  • all’inizio di settembre 2011 si sono tenute le celebrazioni del centenario dell’ente presso il Circo Massimo in Roma, presumibilmente costate centinaia di migliaia di euro come riportato in articoli di stampa specializzata, ad esempio editoriale di Rodolfo Biancorosso pubblicato su “Volo Sportivo”, comprensive anche di gazebo, palco da concerto alto circa 15 metri, utilizzo di suolo pubblico, esibizioni varie di aerei, spettacolo di vari comici come Maurizio Battista, Lillo e Greg e The Blues Willies Band, Andrea Perroni, Lallo Circosta, Oscar Biglia, Augusto Fornari, e con la presentazione di Riccardo Rossi, come si evince da locandina pubblicata per l’evento e affissa pubblicamente;
  • nell’ottobre del 2009 vengono svolte le elezioni per il rinnovo quadriennale del Consiglio federale di AeCI, ma il Consiglio federale eletto non è mai entrato in funzione;
  • la ragione risiederebbe nell’incompatibilità dei presidenti di federazione a ricoprire l’incarico di Consigliere Federale: per questo motivo il consiglio federale decaduto ha continuato a deliberare per un anno su questioni di straordinaria amministrazione, anche se ciò non è ammesso dal decreto-legge 16 maggio 1994, n. 293, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 1994, n. 444 (articoli 1, 2, 3 e 6) che prevede al massimo 45 giorni di proroga e solo per atti di ordinaria amministrazione; ciò è stato anche oggetto di pubblica denuncia con una petizione on line.
  • Senatore e co-vicepresidente del senato del Partito Radicale Nonviolento

si chiede di sapere:

  • a quanto ammonti il costo sopportato dall’ente Aero Club d’Italia per l’organizzazione della quinta edizione del ricevimento denominato «Galà del volo» e per le celebrazioni del centenario dell’ente presso il Circo Massimo in Roma;
  • se durante l’evento denominato «Galà del volo» sia stato regalato un orologio da 3.700 euro all’attore di fiction Luca Ward per avere presenziato alla cena; quali gadget e/o regali siano stati distribuiti durante l’evento e per quale importo;
  • se risulti che in tale occasione sono stati spesi 36.000 euro di compenso più 1.312 per i diritti spettanti alla SIAE per l’esibizione dell’attore comico Max Giusti;
  • se il Ministro dell’economia e delle finanze abbia autorizzato le suddette spese di gioielleria, catering e spettacolo; in caso contrario se non ravvisi una violazione del decreto-legge n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010, o, in alternativa, rischi per l’erario;
  • quale parere intendano dare la Presidenza del Consiglio dei ministri, i Ministeri coinvolti e il Coni sulla proposta di nuovo statuto;
  • in particolare se non si ravvisino rischi di violazione di legge sul previsto incremento del numero dei dirigenti e la possibilità di nomina degli stessi senza concorso;
  • se risulti vero che, concluse le celebrazioni del centenario, non sono risultati in regola i documenti presentati al Dipartimento pubblici spettacoli del Comune di Roma, tanto che l’autorizzazione a suo tempo emessa e subordinata ad alcuni adempimenti, tra cui collaudi statici del palco e altre strutture, conformità degli impianti elettrici e servizio antincendio, sarebbe stata revocata configurandosi il reato di cui all’art. 681 del codice penale sull’apertura abusiva di pubblici spettacoli, enti e la possibilità di nomina degli stessi senza concorso.

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