Ennesimo Flop della gestione Leoni 60.000/100.000 persone??? e chi paga?

Diciamolo fuori dai denti: Foligno, questi Campionati del Mondo di Acrobazia, non li voleva organizzare. Innanzitutto non doveva farlo, dato che la sede iniziale era Cervia, salvo poi trovarsi fra capo e collo questa patata bollente che, precipitata in un Aeroclub vissuto come un feudo personale dal suo presidente e dai venti soci che lo popolano, ha sconvolto ogni equilibrio ed ogni “normalità” quotidiana. Vuoi le pressioni, vuoi forse la prospettiva di qualche guadagno, non tanto economico quanto di “baratto”, la patata bollente se la sono trovata fra le mani, ed a quel punto non c’era altro da fare.

I WAC 2011

Iniziamo dal buono: Dario Costa come organizzazione della parte volata è stato superbo. Sia per ciò che abbiamo visto de visu, sia per ciò che ci è stato riferito, tutto ha girato come un orologio. Mai un problema con un atleta, mai con un giudice. Classifiche aggiornate in tempo reale ed un meccanismo generale ad ingranaggi perfetti.

Tutto il resto… Il vuoto

Facciamo un po’ di storia; siete mai atterrati all’aeroporto di Foligno? Per darvi qualche numero è un rettangolo di circa 2000 metri per 825, che fanno la strabiliante cifra di 165 ettari, con una pista in asfalto di 1.400 metri ed una in erba di 1.600.
Ad occhio, quanti aeroplani possono essere parcheggiati in uno spazio simile? Non ne potete avere idea, ma io vi aiuto. Tutti sarete stati una volta al Meeting di Primavera. Presente quanto è grande il posto? Quante centinaia di mezzi ci avete visto? Una volta inquadrata l’unità di misura vi basti sapere che Foligno è due volte e mezzo più grande. Altro parallelo? Ozzano: 6,6 volte più piccolo… Quanti aerei atterrano per il Cielo e Volo?

Riassumendo, 500 aerei al MdP, 400 aerei ad Ozzano… Due aerei a Foligno: il mio ed un altro Sierra di un amico di Ravenna.
Tutto nasce da un NOTAM, emesso di comune accordo fra ENAC ed Aeroclub locale, che chiude ogni tipo di attività dalle 8.30LT fino alle 19.00LT, ovvero (a volte si dice “il caso”) proprio in concomitanza con l’orario di esercizio dell’antincendio, impedendo così di fatto ogni possibilità di raggiungere il luogo della manifestazione. Perché? Ma ovvio! La sicurezza!
Il 10 però era già giorno alle 7.30 di mattina e la gara del libero non iniziava prima delle 10. Fino alle 9.30 quanti aerei potevano atterrare? Eh già, ma poi c’era il problemone del decollo. Peccato che dalle 13.00 alle 16.00 non ci fosse nulla in programma, era forse una finestra troppo piccola per far ripartire quei pericolosissimi amanti del cielo? Pare di sì…

Vi domanderete perché proprio io abbia ottenuto quel permesso. La mia impressione è che non ci fosse un motivo specifico e che la Direttrice della DCA non aspettasse altro che qualcuno la chiamasse per autorizzare quei movimenti. Il tutto è filato così liscio ed è stato così semplice che aveva il sapore di una rivincita. Ma come mai allora quel NOTAM che lei ha firmato? Siamo davero sicuri che sia una sua iniziativa o piuttosto (a pensar male) è stata “usata” dai soliti noti per semplificarsi la vita? A domanda, risposta, o meglio, a domanda specifica che io le ho rivolto, lei ancora non ha risposto, e non credo lo farà mai, il che incrementa ancora di più la sensazione iniziale: se la paternità fosse tutta sua la difenderebbe, il silenzio implica per me una connivenza.

Veniamo al pubblico, che mi voglio augurare non abbia pagato un euro dato che nulla poteva vedere. Il box acrobatico era situato in testata pista 35, ma lo spazio per assistere dov’era? Accanto agli hangar a due passi dalla testata 17 e, come se non bastasse, con davanti agli occhi i gazebo destinati agli atleti. Era troppo difficile recintare un paio di cento metri alle spalle dei giudici col box acrobatico di fronte?
L’organizzazione degli eventi si nota dai particolari. Se qualcuno di voi pensasse di gestire un campionato mondiale al quale, magari, potrebbero partecipare diverse centinaia di persone fra il pubblico, metterebbe su un singolo self service, con una sola cassa, che crea fila anche con appena 20 clienti, oppure una struttura adatta per accogliere le fauci affamate di centinaia di avventori? La risposta giusta è la due, ma quella vera è la uno. Cosa si deduce da ciò? Che non è stato fatto nulla per pubblicizzare l’evento. Leggo sul sito http://www.turismoitalianews.it un’intervista di Taddei che dichiara “(…) Ci aspettiamo 1000-1500 presenze giornaliere con una punta di 60-100.000 il giorno dell’airshow…”; caro Dante, pensavi di portarli tutti a pranzo a casa tua? E più che altro, dove pensavi di metterli, se con 150 persone scarse presenti il luogo dedicato agli spettatori era già tendente al pieno?

Trenta, quaranta, cento aerei fra ulm ed AG che atterrano alla festa del volo per eccellenza sono visti come un problema, ed una pista totalmente da rifare è un vanto?

Volete altre prove? Continuo. Ad un WAC, chi vi aspettate di trovare come espositori? Io, nella mia stupidità, direi aziende aeronautiche o che gravitano nel mondo, magari strumenti, assicurazioni, eliche…
Nulla; la filatelica locale, il venditore di porte blindate, il baracchino dei souvenirs e… Volare, unico stand attinente.
Tutte queste colpe hanno dei nomi e dei cognomi: Pasini, Taddei, Giorgetti, De Rinaldis.
Altre due chicche. Alle 16 iniziavano le prove dell’airshow del giorno seguente; tutto bene fino all’ultimo numero che si svolgeva con la concomitanza di due aerei ed un’auto custom con un motore roboante. Chiunque si domandava cosa stesse per succedere, e nostro malgrado lo abbiamo scoperto presto. Mentre i due baroni rossi ci deliziavano in cielo, la supercar entrando nella pista in erba ha iniziato a fare un testacoda dietro l’altro, riempiendo stand e spettatori di polvere e disegnando solchi nella pista degli alianti. C’era davvero necessità di questo scempio? Trenta, quaranta, cento aerei fra ulm ed AG che atterrano alla festa del volo per eccellenza sono visti come un problema, ed una pista totalmente da rifare è un vanto? E’ qua che siamo arrivati? E’ questa la visione illuminata dell’AeC Foligno e degli organizzatori?

Si riparte (?)

Andiamo oltre, e chiedo scusa in anticipo per qualche termine fuori luogo che leggerete, ma è la pura trascrizione del dialogo, avvenuto oltretutto accanto al mio compagno di viaggio, al direttore di gara ed allo speaker.

Ore 18.15. Sono sul piazzale ed incrocio Cristian Giorgetti, direttore di movimentazione al quale, ricordandogli che io ero uno dei due piloti arrivati in volo, chiedo (o meglio, vorrei chiedere, dato che mi interrompe subito) a che ore preferisce che riparta per non disturbare.
Come detto mi interrompe, si mette le mani nei capelli e dice “Cazzo, abbiamo anche questo problema da gestire!”.
Gli faccio notare che due aeroplani da far decollare all’ora che lui ritiene migliore non mi sembrano quel gran dramma e, la lingua batte dove il dente duole, da qui in poi si scatena l’inferno. Seguono scambi di battute via radio con un altro dirigente della manifestazione (che solo dopo scoprirò essere De Rinaldis) che decide di farci partire alle 18.45 dopo aver sbraitato più volte che noi non potevamo e non dovevamo essere lì. Tutto ciò mi viene comunicato nella seguente maniera: “Hai sentito cosa ha detto? Alle 18.45 prendi il tuo aereo, levati dai coglioni e fai conto qua di non esserci mai stato”. Essere maleducati non è un reato, né mi disturba più di tanto.

Quello che davvero mi disgusta è sapere che un pilota, uno vero, uno in attività, veda come un disastro la presenza di due miseri aeroplani ad un mondiale di acrobazia.

Quello che davvero mi disgusta è sapere che un pilota, uno vero, uno in attività, veda come un disastro la presenza di due miseri aeroplani ad un mondiale di acrobazia.

“Houston, abbiamo un problema…”.
Veramente un grosso, grosso problema

Da vfrmagazine.net

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